Oggi, nella nostra 400ª (!) puntata di Vatnik Soup, presentiamo l’archetipo del vatnik: il personaggio ricorrente che dice di opporsi alla guerra mentre difende le invasioni, dice di combattere l’imperialismo mentre serve Mosca e dice di cercare la verità mentre ripete la propaganda più abietta.
Il vatnik tipico, uomo o donna che sia, non è definito da ciò in cui crede, ma da ciò che giustifica. Può essere di estrema sinistra o di estrema destra, nazionalista o antimperialista, religioso o ateo. La posizione cambia, ma la sostanza resta la stessa: un clone di tutti gli altri vatnik.
Il vatnik si dichiara contrario alla guerra — ma vuole che vinca l’aggressore. Il vatnik sostiene la «pace» — ma solo se significa l’occupazione russa di territori riconosciuti come ucraini.
In altri conflitti, per quanto complessi, il vatnik può sostenere con veemenza la resistenza armata.
Ma non la resistenza ucraina alla Russia, in un conflitto in cui non c’è la minima ambiguità su chi sia l’aggressore e in cui arrendersi significa campi di filtraggio, abusi sessuali, torture o morte. bsky.app
In today’s Vatnik Soup and the “Degenerate Russia” series, I’ll show you the brutal reality of Russian war crimes, in particular the horrific tortures and sexual abuses of children, women and men. Buckle up, this one is not for the faint-hearted. 1/24
Il vatnik condanna l’escalation — ma mai l’invasione, l’occupazione, le deportazioni o i bombardamenti terroristici che hanno reso necessarie la resistenza e la risposta armata.
Il vatnik parla di «sfere d’influenza» come se le altre nazioni fossero mobili che le «grandi potenze» possono spostare a piacimento, senza mai chiedersi su quali basi la Russia sarebbe una di queste potenze. Chissà come, dimentica sempre che la Russia non è l’unico Stato ad avere armi nucleari. bsky.app
In today’s Debunk of the Day (2), we’ll look at… nuclear blackmail. Vatniks love using Russia’s nuclear threats as a reason for surrendering or for not lifting a finger to help Ukraine: “see, they have nukes, we have to give them whatever they want”. The argument is absurd: 1/5
Per lui, il potere occidentale è sempre imperialismo. Quello russo è sempre una questione di «preoccupazioni per la sicurezza», «multipolarità» o «complessità storica» bsky.app
In this 5th Debunk of the Day, we’ll discuss something that sounds great in theory, but was completely turned upside-down by the tankie kind of vatnik: anti-imperialism. More consistent anti-imperialists call this the “anti-imperialism of idiots”. 1/5
Si oppone alla NATO — ma mai ai blocchi militari di Mosca, alle sue basi, alle forze che agiscono per suo conto, ai suoi mercenari, alle sue occupazioni o ai suoi ricatti nucleari. vatniksoup.com
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Si oppone alla NATO — ma mai ai blocchi militari di Mosca, alle sue basi, alle forze che agiscono per suo conto, ai suoi mercenari, alle sue occupazioni o ai suoi ricatti nucleari. Il vatnik tiene moltissimo alle preoccupazioni della Russia per la propria sicurezza, al suo bisogno di zone cuscinetto o alla sua paranoia di subire un’invasione — ma nessun altro paese riceve lo stesso trattamento di riguardo da principessa sul pisello, nemmeno il suo.
Diffida del proprio governo, dei propri media e di ogni istituzione occidentale. Ma basta proporgli una dichiarazione del Cremlino, un canale Telegram russo, RT, Sputnik o qualche anonimo «analista geopolitico», e all’improvviso la sua fiducia diventa illimitata. Dice «mettete tutto in discussione» — poi ripete parola per parola le assurde tesi del Cremlino diffuse dai media di Stato russi.
Il vatnik sostiene di combattere l’imperialismo mentre difende uno degli ultimi progetti apertamente imperiali in Europa. Per lui, Ucraina, Georgia, Moldova o Bielorussia non sono veri paesi. Sono soltanto monete di scambio.
Sbraita sui nazisti in Ucraina — ma elogia la Wagner, ha una tazza con simboli nazisti e magari persino un tatuaggio nazista. bsky.app
In today’s Vatnik Soup and “Degenerate Russia” series, we’ll discuss Russia’s Nazi problem, Nazi vatniks, and the sheer absurdity of Russia’s “denazification” claims to justify its genocidal invasion of Ukraine. 1/27
Di solito, ma non sempre, si trattiene dal dire «Heil Hitler», ma non certo dal dire «Hitler è stato provocato» o «fu un errore combattere e sconfiggere Hitler». theguardian.com
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Il vatnik sostiene che dovremmo tutti arrenderci alla Russia, perché «valori tradizionali». I suoi valori comprendono di solito un passato di abusi su donne o bambini, oppure una serie di mogli, tutte tradite con minorenni o adolescenti. bsky.app
In today’s Vatnik Soup and our “Degenerate Russia” series, we’ll discuss what kind of lowlifes sink low enough to support Russia’s invasion of Ukraine, lie on Russia’s behalf, promote Russian BS, and even gather in Moscow or St. Petersburg to help the Kremlin wage its war. 1/21
Il vatnik non commenta mai le atrocità russe; se incalzato, fa notare che anche altri hanno fatto cose brutte in passato, quindi non c’è nulla di cui preoccuparsi. bsky.app
In this 4th Debunk of the Day, we’ll refute an absolute classic of vatnik BS, the crown jewel of peak dishonesty: whataboutism. Now, not everything that looks like whataboutism is wrong. Seeking consistency or comparing actions or responses is normal. 1/5
Il vatnik può essere fanaticamente contro Israele o fanaticamente contro la Palestina. Nel primo caso, aspettatevi antisemitismo; nel secondo, razzismo antimusulmano. Una cosa è certa: in nessuno dei due casi il vatnik avrà davvero a cuore la vita o i diritti né dei palestinesi né degli israeliani.
Proprio come non ha a cuore la vita né dei russi né degli ucraini. Il vatnik si rifà continuamente l’immagine. Ieri era un «attivista per la pace», oggi un «realista», domani un «antiglobalista», un «assolutista della libertà di parola» o un «giornalista indipendente».
Il vatnik può provenire da qualsiasi schieramento politico, ma spesso da una delle estremità del ferro di cavallo. Un conservatore fautore del «pugno duro contro la criminalità» che applaude i detenuti reclutati dalla Wagner e rimessi in libertà per tornare a uccidere.
Un anticomunista di destra contrario anche alla più piccola misura di welfare, ma a cui non importa che Putin faccia erigere nuove statue a Stalin.
Può essere un libertariano: odia i politici e gli Stati, diffida dell’autorità, ha grandi teorie sui diritti, sull’etica e quant’altro. Ma poi: gloria all’agente del KGB diventato dittatore genocida!
Il libertariano — o dovremmo dire il cremlintariano — sostiene di amare lo Stato minimo, la pace e la non aggressione, ma per qualche ragione non ha assolutamente nulla in contrario se lo Stato più grande, la Russia, diventa ancora più grande attraverso guerre di aggressione o ricatti nucleari.
Il vatnik può essere un conservatore religioso che non dice mai nulla quando Putin bombarda le chiese o riduce religione e fede a una farsa del KGB. Il vatnik non dirà mai che l’Ucraina è più cristiana e più religiosa della Russia. bsky.app
Nella Zuppa Vatnik di oggi, iniziamo una nuova serie: «Russia Degenerata». Guarderemo oltre la propaganda del Cremlino e vedremo la vera Russia – un paese autoritario che non si preoccupa del suo popolo e cerca disperatamente di aggrapparsi al suo passato imperialista. 1/23
O magari un ecologista che ignora l’ecocidio russo e la flotta ombra di petroliere arrugginite. Oppure qualcuno di sinistra finanziato da oligarchi miliardari — o che dedica loro diligentemente il proprio tempo, gratis. Il vatnik può condannare l’invasione, o persino Putin, ma… poi arriva il «ma».
Alcuni sono pagati. Alcuni sono utili idioti. Alcuni sono bastian contrari che definiscono tutta la propria identità opponendosi a tutto ciò che le persone perbene sostengono.
Ciò che accomuna i vatnik non sono i valori, ma la loro assenza. Non le motivazioni, ma il risultato: il sostegno esplicito o implicito al Cremlino e ai suoi obiettivi.
Avete visto questo stesso vatnik centinaia di volte. E continuerete a vedere molti altri di questi cloni senz’anima, che siano bot, troll o involucri (più o meno) reali di persone in carne e ossa che un tempo avevano dei valori e credevano in qualcosa.
Sì, abbiamo messo in pentola centinaia di questi vatnik. E ne metteremo in pentola altre centinaia, se necessario, finché la Russia continuerà a spendere miliardi per coltivarli e nutrirli — di narrazioni propagandistiche con cui fabbricare il consenso alle sue invasioni. Sostenete il nostro lavoro: vatniksoup.com
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